Questo è l'unico mdo per mettere un contatore fisso su un blog Livejournal: un post con data modificata in un futuro molto lontano (in modo che resti sempre in alto come ultimo post). Non è bello ma almeno funziona. Chiedo scusa ai miei 5 lettori (questa l'ho già sentita...solo che io non faccio la falsa modesta XD) per il breve periodo di sperimentazione.
Ci sono vittorie amare come fiele. Ci sono vittorie che sono sconfitte.
Io ero tra quelli favorevoli alla sospensione dell’alimentazione ad Eluana Englaro. Per la prima volta io mi sono schierata senza remore per una posizione. Una posizione non facile.
Io trovo giusta la legge sull’aborto, anche se trovo doverosa che sia applicata a casi limite e dopo aver vagliato ogni altra decisione (e personalmente, come donna, penso che sarei devastata se dovessi trovarmi a considerare una simile decisione).
Quando ci fu chiesta di esprimere l’opinione sulla ricerca sugli embrioni, ho rispettato la scelta della maggioranza, comprendendo quel sentimento che vede in un seme della vita un’entità da rispettare (anche se, a certe condizioni, un embrione destinato a rimanere tale per sempre è per me “una non vita” e potrebbe, sotto stretto controllo, salvarne di nuove).
Ma questa volta no, mi sono schierata! Ho aderito a gruppo di discussione, ho firmato petizioni, inviato mail al Governo
Non perché io non rispetti il valore della VITA.
Ma perché rispetto anche il valore che ne è il rovescio della medaglia. Una morte dignitosa.
Una morte che era stata rimandata non per un evento di natura ma per un’accanimento terapeutico. Che aveva provocato la trasformazione di un essere umano in una sorta di bambola che andava lavata, nutrita e aiutata a respirare (perché di fatto era così).
Non sto neanche a discutere se fosse giusto o sbagliato porre fine a questa esistenza, a una vita che era fragile come quella di un fiore.
Ma personalmente non mi sembra giusto gridare all’assassinio, specialmente contro il padre.
Ancora adesso non so dire se Beppino Englaro sia uno stupido o un grande attore mediatico ma, di una cosa sono certa: ha scelto la via più lunga e sofferta. La via della legalità.
Se avesse voluto farla finita subito avrebbe potuto chiedere l’assistenza domiciliare o farla portare, che so, in Svizzera. In pochi giorni sarebbe tutto finito.
Ha voluto restare in Italia. E’ diventato un caso mediatico (e non voglio neanche menzionare le castronerie che da ambo gli schieramenti mi è toccato sentire) e perciò non gli è restata che la scelta più abominevole.
Perciò mi chiedo, possibile che non esistesse una via alternativa? Vita o non vita? Queste sono le uniche scelte concesse? Una persona non può compiere, in determinate condizioni, scelte che altrimenti riterrebbe disgustose? Siamo così certi delle nostre risposte?
Tra porre fine all’accanimento terapeutico alla selezione della razza il passo non è breve, è decisamente lungo. Tra porre fine a un’esistenza che non è vita e uccidere una persona c’è qualche distinzione? SI o NO?
Io sono rimasta sconcertata non tanto dai livelli che ha raggiunto il dibattito ma dai toni crudeli che hanno raggiunto gli scontri tra le avverse fazioni. Non tanto verso il gruppo di opinione opposta, quanto verso gli unici protagonisti (strumentalizzati fino a raggiungere temi che nulla avevano a che fare con il caso in sé).
E mi chiedo, questa ragazza (e suo padre) non si meritavano la stessa pietà che concediamo ai nostri amici cani e gatti quando sono troppo malati (e non venitemi a dire che non è la stessa cosa. Guardate negli occhi un cane e provatemi a dire che non ha un’anima!)?
Non auguro la pace a Eluana, perché sono convinta che l’abbia trovata 17 anni fa ma a suo padre: spero che ora possa finalmente elaborare il lutto e riuscire a staccarsi dallo spettro in cui era stata trasformata sua figlia.
Se qualcuno (molto pochi, visti i miei abituali lettori) sarà ferito dalle mie parole, me ne dispiace. Comunque saremmo in due.
- Mood:
sad
- Mood:
good
Non mi riferisco agli sparuti gruppi di turisti giapponesi che, in schieramenti compatti, percorrono entusiasticamente le vie del centro.
Domenica 14 dicembre 2008 si è tenuto un evento che è ormai diventato un appuntamento per gli appassionati milanesi di tutto ciò che è nipponico: l’annuale festa alla scuola giapponese di Milano (in via Arzaga 10). Una volta l’anno questo istituto, sede di una scuola elementare e media frequentata dai figli dei numerosi giapponesi che lavorano a Milano, con lo scopo di fare da tramite tra la nostra cultura e quella d’origine degli alunni, apre le porte a tutti. Detto così sembra un evento piuttosto noioso (come i nostri open day scolastici), invece si tratta di una festa d’istituto in puro stile giapponese (come se ne vedono negli anime), animata dai ,e al contempo dedicata, ai ragazzi ma, non per questo meno divertente per gli adulti (o per i vecchi ragazzi come me ^_^).
( Foto e descrzione della festa )
- Mood:
happy
….ridendo castigo i mori! Eh!?.... No?? Ah quello era Totò?! Azz! Lo dico sempre che da piccola guardavo troppa tv!
Va beh, torniamo al mio naturale tono saccentello. La satira, critica i costumi attraverso le risate e quindi posso,a buon titolo, dire di aver assistito ad un fantastico esempio di satira sociale.
( La Nave Fantasma )
- Mood:
blah

Speriamo che il paragone porti bene. Una cosa è certa, da bravo figlio della new economy, Obama ha stravolto il modo di fare politica già a partire dalla campagna, cavalcando l'onda dei nuovi canali informatici per reperire fondi e per comunicare (aiutato anche da una buona dose di carisma che non guasta mai). Al confronto i due rappresentanti repubblicani sembravano, più che elefanti, veri e propri dinosauri.
In bocca al lupo Mr President! E mi raccomando non ascoltare i consigli del nostro Capo del Governo Vertically Challenged. ;p
- Mood:
hopeful
"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione , non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si
anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private.
Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi.
Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole,perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

Tanto per precisare: io ho frequentato per 8 anni scuole private,non senza sacrifici da parte della mia famiglia. E già mi chiedevo che senso avesse lasciar degradare gli istituti pubblici (per mancanza di soldi o per colpa di direttori incapaci). Questa potrebbe essere una risposta piuttosto sensata (e onestamente mi vengono i brividi all'idea di una futura struttura dell'istruzione italiana di stampo cattolico-ciellino come gli istituti che mi è toccato frequentare).
- Mood:
pessimistic
A circa 20 giorni dal ritorno dalla mia brevissima vacanza, ho deciso di mettermi a scrivere di Londra: unica città che mi risulta induca un forte stato di dipendenza. Non conosco persona che, una volta arrivata nella capitale inglese, non trovi almeno un posto in cui non desidera tornare. Perché Londra è la CITTA’ e offre tutto ciò che la vita urbana possa offrire. Per cui, se si ama la tranquillità, la vita sana, i ritmi regolari ed i paesaggi incontaminati….alla larga! Londra sembrerebbe un posto orribilmente rumoroso, sporco, caotico e nevrotico. D’altro canto, se si è mai stati in qualche modo affascinati dalle possibilità che una metropoli offre, allora non si può negare che in questa città convivano tali diverse realtà da poter contentare tutti i gusti. Da quelli più frivoli fino a quelli più intellettualistici.
London swinging London! Londra città che non dorme mai, sempre in evoluzione,sempre tradizionale, sempre innovativa. Culla delle contraddizioni, come in genere, lo è il mito di tutto ciò che è inglese.
Ma tornando a me, cosa mi ha affascinato?
Sicuramente sono vittima di una forte infatuazione letteraria, per cui, la prima volta che ho attraversato le strade della città, non c’era pietra del selciato che non mi evocasse i nomi di Dickens, Shakespeare e Conan Doyle. ;)
Non posso poi negare l’affascinate “esotismo” che, per noi latini-borbonici, hanno le popolazioni di stampo celtico.
In particolare in gesti come quello di esprimere il massimo disappunto con un semplice sopracciglio alzato! Per me, che ho l’autocontrollo di “Paperino”, è un ideale irraggiungibile. Per non dimenticare altre qualità come: la forte educazione civica, l’alto spirito di solidarietà coi lavoratori (chi li ha inventati i sindacati?), il diffuso impegno civile…
Ovviamente c’è sempre il risvolto della medaglia. Un popolo così controllato, di solito “scioglie i capelli” appena può. Il sabato sera, il centro di Londra è un’allegra bolgia istituzionalizzata, che si conclude, il più delle volte, con compagnie così “bevute” che ci si chiede come non facciano a perdere i sensi. C’è però da dire che, almeno, hanno il buon senso di rientrare con i mezzi pubblici o di designare un amico guidatore al sacrificio di mantenersi sobrio per una sera.
E anche l’estremo senso del rispetto delle regole, a volte produce imbarazzanti paradossi.
Episodio al supermarket. C’è la fila alla cassa (the Holy Queue!), così lunga che si estende fino a uno scaffale dove c’è della merce che mi interessa. Non c’è modo di aggirarla perché lo spazio è poco e le persone sono proprio attaccate alle mensole, così chiedo scusa e faccio il gesto di afferrare una cosa spezzando la fila. Un signore di colore, con tanto di pargolo al seguito mi fulmina con lo sguardo e con tono tra l’oltraggiato e il rassegnato (Ah! I turisti!) mi impone di non muovermi : “ There’s a queue!!”
Io, altrettanto oltraggiata (come osi pensare che volessi saltare la fila!?), gli ribatto, col mio inglese maccheronico, “the queue is to pay: I simply want to reach an item!”. Mi ha guardato come una pazza che avesse appena negato il sistema copernicano. Ha avuto 5 secondi di titubanza, poi ha ribattuto “It’s a queue”. Punto. Stop. Non si discute.
Per evitare di polemizzare, e anche temendo che il mio inglese fosse risultato assolutamente incomprensibile, mi sono messa in fila, anche se non dovevo pagare! Pure perché di una cosa sono abbastanza certa! Le file in Inghilterra, anche quelle lunghe 10 metri, non durano più di 5 minuti (tranne quelle per i saldi). Ma siete allertati, violare la Queue è peggio che toccare la vacca sacra in India ;p
Continua….
- Mood:
cheerful
L'intervistatrice fa domande molto mirate sulle attuali politiche a livello Europeo e le variazioni dei consumi a livello statistico...finche arriviamo alla fatidica domanda "E in Italia?" .....silenzio imbarazzato. Poi si elencano alcune campagne di non ben identificati enti privati. "E a livello istituzionale?".....silenzio + sospiro stereofonico.
Il dottore, che in circa 15 minuti era stato un campione di eloquenza, nicchia, incespica, aggira. Finchè la giornalista gli tira fuori la parola tanto attesa :"politica"
In parole povere, non si affronta una seria campagna contro il consumo di droga...perchè si sta ancora a discutere se lo spinello sia di destra o di sinistra.
Come tutto in genere.
Sei per i pacs...allora sei per i matrimoni gay...quindi comunistaaaaa!
Sei contro il proliferare di puttane e spacciatori in centro...allora sei per lo stato di polizia ...quindi fascistaaaaa!!
A meno di non votare almeno 400 deputati che se ne fregano delle etichette di schieramento, dubito che avremo mai dei progetti di riforma sociale degni di questo nome.
- Mood:
complacent
- Mood:
cheerful
se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo. a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai per soldi o per
fama,
non farlo.
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì
a scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun
altro,
lascia perdere... (Bukowski)

- Mood:
blah
Si lo so, il testo è parecchio populista ma, mi ha commosso. So che sono ben altri i mezzi con cui si può e si deve mantenere vivo l'esempio di questi due uomini ma, qualunque cosa serva a mantenere viva la memoria è ben accolta (anche perchè si sono appena conclusi i processi che dovevano far chiarezza sulle famose talpe del palazzo dio giustizia: purtroppo 16 anni di indagine han portato solo ad un nulla di fatto per mancanza di prove inoppugnabili).
- Mood:
restless

- Mood:
hot
Stamane, per fortuna, mi son svegliata determinata a non mollare e, a quanto pare, il karma positivo aiuta. Non solo ho ricevuto la conferma di un nuovo lavoro che desideravo intensamente ma, sono riuscita a organizzarmi per affrontare al meglio e velocemente la brutta notizia di ieri. Non so se le cose miglioreranno oppure no ma, piangersi addosso non risolverà nulla (e mi farebbe venire le rughe ;pp).
Da stamattina, non so come, mi passa nella mente questa poesiola, che spesso viene recitata anche in chiesa. A dire il vero, da anni, non sono più una praticante e la mia religiosità è una sorta di mescolone di buoni principi derivanti da tutte le fedi in cui ho avuto l'occasione di imbattermi. A modo mio sono credente, anche se forse non mi importa sapere se ciò a cui credo abbia un nome. ;)
Credo che però questa favoletta cristiana contenga un ottimo insegnamento di vita.

ho sognato che camminavo sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati
tutti i giorni della mia vita.
per ogni giorno della mia vita,
apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti
c’era solo un’orma….
Questi posti coincidevano con i giorni
più difficili della mia vita;
i giorni di maggior angustia,
maggiore paura e maggior dolore…
“Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
peggiori della mia vita?”
“Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta il tuo cammino
e che non ti avrei lasciato solo
neppure un attimo,
e non ti ho lasciato….
I giorni in cui tu hai visto solo un’orma
sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”.
- Mood:
thoughtful

Oggi, invece di ricevere la buona notizia che aspettavo, ne ho ricevuto un’altra, che purtroppo temevo. Naturalmente il diavolo non è mai brutto come lo si dipinge, eppure, per qualche minuto, tutto ciò che riuscivo ad elaborare è stato un puerile “perché sempre a me?”, mentre tastavo freneticamente il cellulare per il bisogno di chiamare qualcuno, pur essendo cosciente che non avrei potuto emettere neanche un suono. E anche adesso che il cervello ha riacquistato il suo lucido andamento elaborativo, intimamente so che non ne voglio parlare: troppa rabbia ed amarezza sto covando, qualche goccia potrebbe tracimare. Meglio relegare paure e timori in un angolo poco sfruttato della mente. Meglio andare avanti, fare ciò che si può e si deve e, magari, buttare un occhio, ai prati ed ai tigli in fiore che sono più profumati che mai.
- Mood:
gloomy
Pane amore e...(1955)
Il sorpasso (1962)</lj-embed>
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- Mood:
gloomy
Tootsie, La mia Africa, I tre giorni del condor, Come eravamo,..... tanto per citare qualche titolo. Magnifico regista e anche eccellente nelle poche volte in cui si è cimentato come attore. In questo filmato ha dei tempi comici praticamente perfetti. Tratto da Tootsie: la prima volta che incontra Dustin Hoffman in versione femminile (irresistibile quando esclama "Michael ti avevo pregato di iniziare la psicoterapia!!). Un grande! Non ho parole che possano esprimere le troppe qualità di quest'autore scomparso da poco.
Posso solo dire che tre dei suoi film riescono ad incollarmi allo schermo ogni volta che passano in televisione e continueranno a farlo, mentre gli altri son comunque una garanzia.
- Mood:
busy
Così a Napoli, il Governo entrante ha esposto le nuove misure d'emergenza. Via l'ICI dalla prima casa. E siamo tutti contenti per carità: chi non può essere contento alla prospettiva di qualche centinaio di euro in più a giugno, tenuto conto che di solito stagione dell'ICI e dell'Unico quasi coincidono e che da noi la proprieta privata è già abbondantemente vessata? Poi, per rafforzare la dose, i mutui verranno portati ai tassi di due anni addietro! (immagino saranno cavoli della Banca riuscire a farlo....uno dà l'idea, poi mica si può stare tanto a sottilizzare --__-- Notizia dell'ultim'ora: le banche non fanno beneficienza, e allora su chi si rifaranno?)
E poi, così, en passant, qualche provvedimento molto "celodurista" su immigrazione clandestina e criminalità. Beh, naturalmente la nazione aspettava provvedimenti decisi: ci vuole un'iniezione di fiducia, no? Quindi ben venga che si stravolga l'etica penale trasformando uno status (la clandestinità) in un reato (che poi vallo a provare che uno è entrato clandestinamente solo ora....visto che le norme penali non sono retroattive e quindi basta dichiarare che si è entrati solo un anno fa' per non andare in galera).
Mentre nel silenzio generale, sono passate una decina di righe inserite, sempre nel pacchetto sicurezza, con le quali si allungano i processi di un paio di mesi per consentire all'imputato di chiedere il patteggiamento anche durante il processo.....non ho capito bene...ma per eliminare tutta la micro criminalità non era meglio abbreviarli i processi? E tutti i mafiosi, spacciatori, stupratori, indagati vari che sono in attesa di giudizio e magari con quel paio di mesi vanno in prescrizione? Per fortuna il suddetto progetto è stato bloccato prima che diventasse legge (l'abbiamo già abbondantemente conciato il codice di procedura penale).
Finisco con una bellissima poesia che mi è stata ricordata da un simpatico iscritto del Forum "pazze per il bento" . L'ho trovata molto adatta visti i recenti fatti di cronaca.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
(B. Brecht)
- Mood:
determined
Si, io sono siciliano e per me la vita vale meno di questo bottone (G. Falcone)

Il 23 maggio, giorno della strage di Capaci, io accolsi la notizia come qualsiasi ragazza che con la testa si stava già godendo le vacanze estive. Non mi fece nè caldo nè freddo. Non sapevo nulla del giudice Falcone che per me era un'altra delle tanto fantomatiche vittime esemplari della Mafia, come anni addietro il generale Dalla Chiesa. Sapevo solo che tra Stato e Mafia (di cui avevo un concetto molto romanzato da libri e film) c'era una guerra sotterranea e stavolta avevamo subito un colpo molto pesante. Nei due mesi che seguirono ebbi modo di documentarmi sulla vita ,sul ciclopico lavoro che aveva portato avanti (il famoso maxi processo) e che doveva, insieme a Borsellino, eroicamente difendere perchè nelle alte sfere della Procura avevano fatto terra bruciata intorno a loro.
Quando a luglio anche Borsellino fu colpito in via D'Amelio, una muta consapevolezza colpì me come chiunque altro, ad armare la mano della criminalità non era stata l'intraprendenza di quei due uomini, bensi l'indifferenza e il silenzio di società civile che avevano deciso di servire. La stanza dei bottoni aveva deciso. In un certo senso quel luglio segnò la fine della mia verginità politica.
Al giorno d'oggi, c'è ancora chi dice che la MAFIA è una realtà con coi bisogna CONVIVERE: il guaio è che queste cose non le dicono al Bar dello Sport, le dicono a Montecitorio.
Vicino a casa mia c'è una via intitolata a Falcone e Borsellino, spesso quando passo e alzo lo sguardo sulla targa, mi sento un groppo in gola, come se volessi sputare un boccone velenoso che invece mi tocca butare giù.
- Mood:
sad

- Mood:
rushed
